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01 Ottobre 2010

Per un marketing turistico a 5 stelle e...oltre

Pubblicato su Mymarketing.net in FOCUS ON il 1 Ottobre 2009

Per un marketing a 5 stelle e...oltre
di Anna Maria Piscitelli

Prima di riprendere il nostro viaggio virtuale per altre tappe dei ‘sentieri delle stelle’ decollando con la nostra “Enterprise” dall’altopiano di Castelluccio di Norcia (1400/1500 m. s.l.m.) dove ha sostato nel suo hangar sibillino per la necessaria manutenzione, è bene aprire una breve parentesi di riflessione sul percorso sin qui effettuato attraverso la “bioregione” sotto la millenaria influenza della Sibilla appenninica e del suo popolo fatato.
Ci siamo addentrati nelle pieghe più ascose di questa regione biosistemica, per buona parte compresa nel Parco Nazionale dei M.ti Sibillini, e ne abbiamo circoscritto quei confini naturali (geografici orografici idrografici) che, al di là di quelli politici e amministrativi, come tale la individuano, caratterizzandone la demografia nella biodiversità e suscitando, nella cittadinanza di questo territorio, quel senso di appartenenza e di parentela a un unico ceppo eco-bio-sistemico italico-sibillino (cfr. l’articolo: Checkpoint e checkin lungo il versante umbro della ‘bioregione’ sibillina). Abbiamo ascoltato e cercato di penetrare il senso vero del linguaggio autoctono di quest’area, scrutando le cause intrinseche alla sua natura biologica e metabolica, ai suoi flussi e cicli, alla costituzione reticolare delle sue funzioni e comportamenti.
Si è posta particolare attenzione alla florida, quanto insospettata, economia del passato (cfr. gli articoli: Sulla scia stellata dei Templari … verso il marketing dell’ORO alchemico. - La SCALATA degli Alchimisti alla Star’s Bank.) e a quelle radici che affondano in un retroterra culturale fatto di storia, valori e antiche saggezze a tutt’oggi riscontrabili nel grande spessore letterario, filosofico, antropologico e artistico delle sue sopravvivenze mitiche, simboliche, iconografiche e narrative e in quelle emergenze documentali e monumentali conservate pressoché intatte nonostante la fisiologica corrosione del tempo.

La stella/rosa/fiore, simbolo di rigenerazione della vita, universalmente riconosciuto e presente in tutto il bacino mediterraneo fin da tempi lontanissimi, ha segnato le tappe del nostro procedere. La sua prorompente persistenza sugli edifici civili e religiosi posti sulle vie di cresta e su quei diverticoli che collegavano gli antichi e fiorenti borghi montani e pedemontani, ne motiva, a mio parere, la scelta come brand più consono a rappresentare la bioregione sibillina nei circuiti del turismo culturale, non solo europeo. Oltretutto, i generici marchi “…della Sibilla” o “…dei Monti Sibillini” o leopardianamente “…dei Monti Azzurri” sono ormai inflazionati e “appiccicati” a svariati prodotti umbro-marchigiani, dai latticini locali all’ultima e assurda trovata di una “birra” della Sibilla, come pure abbondano nella denominazione di ristoranti, alberghi e altre attività turistiche e commerciali. Quest’uso/abuso, spesso sconsiderato, non solo rischia di massificare le specificità di questo territorio inflazionandone in chiave economica la quantità a discapito della qualità, ma anche di adulterare il valore misterico dell’archetipo onnicomprensivo della Sibilla, ancora così vivo nella memoria genetica del ceppo sibillino, e spendibile in un reticolo multifunzionale e pluridisciplinare ben più trainante per la futura economia del territorio.
Ed è proprio su queste considerazioni e sul back-ground emerso da un’approfondita analisi “sistemica” che si fonda la mia ipotesi di marketing mix della “bioregione sibillina”. L’obiettivo? La formulazione di un piano di marketing strategico di comunicazione e promozione di questo territorio per il suo “ri-lancio”, attraverso la creazione di una rete di relazioni e interconnessioni che lo qualifichi come leader paradigmatico e capofila, nel turismo culturale più all’avanguardia.
Un progetto anticrisi, che sia in grado di coniugare, in sintesi, marketing territoriale e turistico alle più moderne concezioni di ecosostenibilità ambientale, senza trascurare di attingere a quelle antiche tradizioni sapienziali per mezzo delle quali la nostra Penisola italiana in generale, e più specificatamente il suo cuore appenninico, sono da sempre stati dei centri propulsori di civiltà e progresso per tutto il mondo occidentale.
È stato così fondamentale e primario individuare un brand personalizzato nel simbolo della stella/fiore! Un brand attualizzato, per essere inserito in un’equa politica di pricing, allo scopo di determinarne il valore anche in termini economici e poterlo veicolare, previa una logistica distribuzione (channel management), nei giusti canali di fruizione.

Il mio progetto dei ‘sentieri delle stelle’, che trae origine e ispirazione dall’analisi di un primo segmento di territorio presentata già dal 1998 nel Piceno dall’Architetto Mauro Ristori e da Marco Carobbi nell’arco del convegno internazionale “ Le terre della Sibilla appenninica, antico crocevia d’idee scienze e cultura” (pubblicata in: A.A.V.V. Le terre della Sibilla appenninica, Progetto Elissa, Montemonaco, 1999), in oltre dieci anni di ricerca sul campo e relativa catalogazione delle emergenze territoriali contrassegnate dalle stelle/fiore, ha travalicato i confini regionali dilatandosi in una fitta rete che si dirama lungo la dorsale appenninica sia verso il Sud d’Italia, sia verso il Nord e persino oltralpe. Gli articoli ospitati in questa sezione di MyMarketing ne costituiscono dei brevi saggi rivolti in primis agli affezionati utenti di questo Portale e, in particolare, a quei pionieri del turismo culturale e ambientale che sappiano coglierne il potenziale di fattibilità per veicolarlo nel marketing turistico made in Italy più innovativo. Infatti, quale rete di attività commerciali, industriali, alberghiere, di ristorazione, di promozione enogastronomica, quanti eventi culturali, artistici, editoriali ecc., potrebbero innestarsi su questo percorso stellato dando vita a una modalità ‘sistemica’ per farne un business utile alla crescita circolare di tutti i settori coinvolti?! Quanti siti naturalistici misconosciuti, quanti borghi dimenticati e fatiscenti potrebbero essere recuperati, rivalutati e promossi turisticamente dal loro inserimento, come tappe stellate, in questa rete di sentieri alternativi?! E quanta nuova linfa e ampliamento d’orizzonti acquisirebbero i soliti itinerari proposti dalle agenzie di viaggi, dai tour operator e dalle associazioni e istituzioni ambientaliste?!
Ma affinché questo progetto non resti nelle mie corde e nei miei archivi documentali e fotografici come un’irrealizzabile utopia o come semplice vade mecum per quei pochi, rari, intelligenti e curiosi “turisti per caso” che scegliessero un insolito viaggio nell’anima più nascosta della nostra bell’Italia, occorrerebbe che, a partire dalle Regioni più direttamente coinvolte in questi itinerari, le Istituzioni e le Amministrazioni locali si sensibilizzassero a cooperare fra loro e ad adottare ‘i sentieri delle stelle’ fra quei progetti “pilota” per la riformulazione di un’equa politica del territorio che, affrancata dal provincialismo, ne rigeneri tutto il sistema economico, culturale e ambientale senza perderne di vista l’individualità specifica e le storiche radici.


Postato da annamaria alle 19:45



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