Situato a 1940 metri slm, racchiuso fra le alte vette del monte
Vettore dalla caratteristica forma di due lenti come gli occhi di
un serpente a sonagli. Solo nelle sue acque vive una specie di crostaceo
(unica al mondo), scoperta nel 1954.
Circondato ovunque da calcari marnosi grigi selciferi del Lias e
nel versante ovest da rocce dolomitiche, questo lago è costellato
da suggestive leggende popolari. Prima fra tutte quella collegata
alla Sibilla che lo individua come Lago Averno e porta di accesso
al mondo sotterraneo degli inferi. Successiva quella che lo collega
a Ponzio Pilato che prima di morire chiese all'imperatore Tiberio
di far trainare il suo cadavere da bufali finchè non avesse
trovato la più congeniale sepoltura.
Pare che il suo corpo
giunto fino ai monti Sibillini scomparve per sempre fra i vortici
rosseggianti di questo lago montano. In effetti in alcuni periodi
dell'anno le sue acque si colorano di riflessi rossastri dovuti
in realtà alla presenza del Chirocephalus Marchesonii, scoperto
dal Prof. Marchesoni durante il corso di ricerche idrobiologiche.
La fantasia popolare ha tramandato che negromanti salivano fino
all'isoletta (oggi scomparsa) al centro del lago per consacrare
il libro del comando; oggi nell'Archivio Storico del Comune di Montemonaco è stato
rinvenuto un documento del XV secolo che ne attesta la reale frequentazione
in epoca tardo medievale da parte di cavalieri provenienti da ogni
parte di europa.
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