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Sintesi storico-cronologica di frequentazioni scientifiche e non alla Grotta della Sibilla

69 a.C. - Svetonio riferisce che Vitellio "celebrò una sacra veglia sui gioghi dell'Appennino".
270 d. C. - Trebellio Pollione in Scriptores Historiae Augustae scrive che Claudio II il Gotico consultò in quell'anno l'oracolo appenninico.
820 d.C. - Data in cui si fa risalire la visita alla grotta da parte di un anonimo cavaliere, la stessa descritta nei primi del Quattrocento da Andrea da Barberino nel suo romanzo Guerin Meschino.
1320-1340 - Probabile chiusura della grotta sia per cause naturali (devastante terremoto del 1328) sia per cause politico-religiose evidenziate dallo storico Falzetti (lotte fra guelfi e ghibellini di Umbria e Marche, fra eretici e domenicani; ordinanza della Chiesa per contrastare le eresie di Templari Alchimisti, Spirituali, Catari, Patareni ecc. i cui superstiti avevano trovato rifugio nelle terre della Sibilla). Al 1338 risalirebbe la visita del cavaliere tedesco Her Hans Van Bamborg citato successivamente da Antoine de La Sale nel suo diario di viaggio.
1420-1450 - Per due volte Antoine de La Sale visita la grotta sibillina lasciando nel suo diario manoscritto, dedicato ad Agnese de Bourbon-Bourgogne sua mandante, descrizione e disegni particolareggiati e realistici della morfologia naturale dei luoghi e dello stesso antro sibillino.
1452 - Nella pergamena N° 40 (B) presente nell'Archivio Storico del Comune di Montemonaco è documentata la frequentazione delle terre, del lago e della grotta della Sibilla da parte di cavalieri che vi giungevano da tutt'Europa per praticare l'alchimia e consacrare libri magici.
1578 - Data scolpita su di una roccia prospiciente l'attuale vestibolo crollato e ancor oggi chiaramente visibile. Questa data, che stranamente si ricollega alla leggenda della nascita di Christian Rosenkreuz, potrebbe essere sintomatica anche della presenza dei Rosa+Croce nelle terre della Sibilla.
1610-1612 -Data in cui Martino Bonfini affrescò nell'antico Santuario della Madonna dell'Ambro, alle falde di Monte Sibilla, un ciclo di dodici Sibille fra cui una Chimica o Alchemica.
1870 - Tentativo di esplorazione speleologica, senza particolare esito, da parte dei fratelli nursini Caponecchi, detti i Vezzanesi.
1885 - G.B. Miliani, precursore della moderna speleologia, sale alla grotta nella speranza di trovare il cunicolo di prosecuzione del vestibolo.
1897 - Gli intellettuali Pio Rajna e Gaston Paris, dopo un'escursione alla grotta, aprono il dibattito culturale sulla Sibilla che si protrarrà, fra pubblicazioni e convegni e sempre più arricchito di dati scientifici, fino ai giorni nostri.
1889 - Un comitato di alpinisti sale alla grotta limitandosi a sistemarne l'ingresso.
1920 - Una spedizione capeggiata dal Falzetti, entrata nel vestibolo, sembra individuare una probabile prosecuzione della grotta in un cunicolo discendente. Ne consegue un tentativo di scavo da parte di ignoti fra il 1921 e il 1925 anno in cui il Falzetti torna alla grotta rilevando le modificazioni effettuate dai maldestri esploratori e la sparizione sotto i detriti del supposto cunicolo discendente.
1926 - Si hanno da parte del Soprintendente ai Beni Archeologici, Dott. Moretti i primi dati tecnico-scientifici sullo stato della cavità a quell'epoca: La cavità, che attraverso una singolare fenditura aperta tra i filoni obliqui di roccia non ha più di otto metri di lunghezza, quattro di larghezza e tre di altezza, non ha più accesso alle sale o agli ambulacri o alle voragini interne. Vuoto è rimasto solo il vestibolo da cui un foro lascia supporre che siano esistite o ancora esistono, se non le aule che la leggenda aveva mutuate nel Paradiso della Regina Sibilla almeno altre cavità a cui la presente sia di vestibolo.
1929-1930 - Visita del filologo belga Fernand Desonay ed altra escursione senza esito del Falzetti.
1946 - T. Colsalvatico, poeta marchigiano, s'impegna, da solo, in un tentativo di scavo interrotto dalla Soprintendenza per l'infondato sospetto dell'utilizzo di esplosivo per allargare la cavità. Fu seguito a ruota dal geologo Prof. Lippi Boncampi che, in una relazione dedicata a una campagna di ricerca sul carsismo dei Sibillini, fornisce un primo documento ufficiale sullo sviluppo ipogeo della grotta della Sibilla illustrato da rilievi topografici, sezioni, planimetrie e altri dati tecnici.
1952 - Il Generale Emidio Santanché, rabdomante e presidente dell'Ente del Turismo di Ascoli Piceno, effettua una ricognizione, priva di esito, insieme ad esponenti del Corpo Forestale dello Stato probabilmente mirata ad una riapertura della cavità per scopi turistici.
1953 - Il Soprintendente ai Beni Archeologici Annibali dà il via al più impegnativo scavo mai tentato prima. Ma l'inadeguatezza di mezzi tecnicamente idonei va a peggiorare l'ostruzione della cavità aggiungendo detriti a detriti.
1953-1965 - In questo lasso di tempo si verifica il crollo definitivo del vestibolo della grotta e il probabile trafugamento di alcuni reperti significativi fra cui una pietra incisa in caratteri indecifrabili.
1968 - Il geologo pesarese Odescalchi incaricato dall'Ente del Turismo di Ascoli Piceno con l'ausilio di idonee strumentazioni geoelettriche riesce a riscontrare delle anomalie probabilmente riferibili all'esistenza di un cunicolo.
1983-1984 - Ripetuti tentativi da parte del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona, incaricato dalla Regione Marche e capeggiato dallo speleologo Giuseppe Antonini, di individuare il cunicolo discendente segnalato dall'Odescalchi, attraverso prospezioni sistematiche specie sulla "corona" di Monte Sibilla e scavi mirati. Ma le precarie condizioni di lavoro costrinsero gli speleologi ad abbandonare l'impresa, probabilmente a un passo dalla scoperta dell'accesso al cunicolo.
1997-2001 - Si riapre il dibattito scientifico sulla Sibilla Appenninica e la sua grotta promosso dal comitato scientifico del Progetto culturale "Elissa" di Montemonaco, presieduto dal Prof. Paolo Aldo Rossi dell'Università di Genova. Si svolgono tre importanti convegni e convergono nel Piceno studiosi di fama nazionale e internazionale che oltre a fissare i dati storici, letterari e antropologici del mito, sollecitano studi e indagini geologiche e geofisiche che confutino o confermino le ipotesi formulate. Così nell'Autunno del 2000 il Comitato Promotore "Grotta della Sibilla appenninica" col patrocinio della Soprintendenza Archeologica delle Marche corroborato dalla presenza in loco della Dott.ssa Nora Lucentini, con l'attiva partecipazione del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Camerino rappresentato dal Prof. Gilberto Pambianchi e coadiuvato dal Dott. Angelo Beano, col finanziamento dei soci e della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, promuove le indagini geologiche e geofisiche al sito "Grotta della Sibilla" pubblicate negli atti del Convegno Sibilla Sciamana della montagna e la grotta appenninica. La successiva fase d'indagine, che avrebbe previsto il carotaggio non invasivo nei punti ritenuti più significativi del piano di campagna prospiciente il vestibolo crollato, è stata inspiegabilmente impedita dal veto dell'Ente Parco dei Sibillini e delle altre istituzioni locali aventi causa.

Da allora tutto è rimasto fermo.